speranza

Dopo uno sbarco.
I primi minuti in terra europea.

Forti braccia.
Il caldo allarga le vene mostrandone tutta la vigorosità, come le corazze con i muscoli del combattente dell’antichità.

Profondi e intensi occhi.
Hanno il colore del mare in pieno sole. E quella labbra, come disegnate da un pennello sottilissimo e una mano allenata.

Dov’è che verranno traditi quegli occhi? Quali braccia ne interromperanno il brillare? Quand’è che la speranza verrà definitivamente spezzata?
Sarà durante la visita medica? Durante il colloquio che dimostrerà che dovrà essere rimpatriato? Quando pur avendo diritto all’asilo politico non potendo sopravvivere con il sussidio che viene consumato dalla struttura e preferirà andare a fare lo schiavo nei campi? Quando dopo anni di sacrifici in Italia si avventurerà verso la Germania sotto un tir e al confine verrà scoperto dalla polizia tedesca e rispedito in Italia?

Quando, dimmi quando… lì vorrei che ci fosse un dio, un angelo custode, uno come quello che gli ha fatto attraversare il Sahara e il Mediterraneo.

Io ti dico: “coraggio fratello!”

2012, Pozzallo - speranza

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