OcchiAltri, laboratorio fotografico

PREMESSA

IL PROBLEMA
Oggi c’è una forte diseducazione all’immagine: la pubblicità in genere, la televisione e molti giornali hanno trasformato l’immagine in pornografia ipnotica che porta a comprare o a instupidire le menti dei fruitori. Si tratta di una degenerazione dell’originaria invenzione della fotografia: comunicare.
Il problema dunque è che i fruitori di tale realtà oggi non sanno comunicare e diventano facilmente vittime inconsce di tale meccanismo perverso.
Il principale problema della fotografia attuale è la carenza di soggetto e dunque di contenuto… i destinatari di questo progetto sono ricchissimi di contenuti.

L’IDEA
Trasformare i soggetti di un reportage in fotografi, perché nessuno meglio di loro conosce la realtà in cui vivono. Con molta probabilità essi saranno capaci di comunicare tramite le loro fotografie se non altro perché, vivendo all’interno di realtà sociali particolari, non avranno difficoltà a trovare un soggetto fotograficamente molto forte.

DESTINATARI
I beneficiari di tale progetto sono tutti coloro che più facilmente divengono vittime dei media: bambini, ragazzini, ma anche giovani e protagonisti di realtà marginali che sognano la vita proposta da fonti quali manifesti pubblicitari, televisione e grandi siti web.

FINALITA’ GENERALE
Avere piena consapevolezza della realtà in cui si vive grazie ad un’oculata lettura non solo visiva della stessa.
Si vuole innescare lo sviluppo di uno spirito critico all’immagine, una riscoperta di ciò che è importante e ciò che invece è superfluo, finendo per documentare con questo spirito critico le realtà quotidiane in cui si vive cogliendone sia il lato poetico che quello drammatico.

OBIETTIVI SPECIFICI
Portare i beneficiari ad osservare la propria realtà.
Trovare i lati positivi della vita quotidiana.
Prendere consapevolezza di ciò che non va bene nella realtà di ogni giorno e documentarlo con fotografie o a parole.
Dimostrare che si può comunicare con un’immagine: l’importante non è il mezzo (quale macchina fotografica uso), ma il soggetto, il contenuto.
Scoprire e abiurare la “violenza” in tutto ciò che circonda, scoprire cioè la forza della “fotografia di denuncia”.
Crescere grazie ad un sano confronto fatto di indicazioni, consigli… o semplicemente due altri occhi.
Esporre a parole, spiegare una fotografia porta non solo a migliorare il linguaggio ma anche a prendere consapevolezza del vissuto.

METODOLOGIA DI INTERVENTO
Per il raggiungimento degli obiettivi è necessario che si instauri un rapporto di forte fiducia tra il soggetto proponente e i destinatari.
I primissimi tempi (massimo due incontri per un totale di sei ore) saranno dedicati molto alla convivialità, puntando su conversazioni generiche sul tema della fotografia partendo soprattutto da fotografie di grandi autori.
Si proverà ad introdurre alcuni concetti riguardanti soprattutto l’immagine più che la fotografia in sé e verranno presentati alcuni lavori dei destinatari precedenti al progetto.
Si prevede un’uscita fotografica collettiva o individuale.
Si andrà a discutere sul lavoro svolto a valle delle nuove conoscenze e riflessioni: l’intervento sarà questa volta sia tecnico che espressivo.
Verranno scelti i migliori lavori di ognuno al fine della costruzione di una mostra fotografica.
L’esposizione al pubblico può aver luogo anche a distanza di tempo rispetto alle fasi precedenti.

SU QUALI CAUSE SI INTERVIENE E PERCHÉ
Innanzitutto il progetto è di educazione all’immagine, interviene quindi in una corretta e onesta lettura della realtà, così ricca di immagini.
Il progetto interviene anche sulla coscientizzazione dei destinatari, che prendono consapevolezza della propria situazione e capiscono che i media, soprattutto tramite la pubblicità, oggi vendono sogni impossibili.
La strada, contesto abitudinario dei destinatari di questo progetto, viene trasformato da svantaggio ad opportunità poiché i fruitori come pochi altri hanno confidenza con gli attori e le situazioni che qui si possono trovare.

ASPETTATIVE SUL PROGETTO
Il progetto dovrebbe creare un senso critico per le immagini oggi circolanti tra i media e contestualmente stimolare la narrazione di una realtà che anche nella sua crudezza è molto più forte proprio perché specchio della vera storia attuale.
Ci si attende, a lungo termine, anche un’attenzione dei media editoriali nazionali che potrebbero giovare “facilmente” di alcuni reportage su delicate situazioni presenti sul territorio nazionale.

Per ulteriori informazioni:
Andrea Scarfò
info@andreascarfo.com
www.andreascarfo.com
+39 349 6413068