l’arte di attendere

In questi giorni diversi giornalisti d’inchiesta si sono interessati di arte e diversi artisti giornalieri di inchieste sulle migrazioni.
Io, che non ne capisco niente, propongo un nuovo artista: lo trovi ovunque, è nero di carnagione, proviene dal continente africano e per un motivo o un altro è scappato (per capire bene il termine scappare propongo l’ascolto de La paura di Giorgio Gaber) dalla sua terra.

La sua arte è attendere.

Attendere che il mondo cambi… Perché il popolo è il motore, ma se restiamo a folle e la politica non ingrana la marcia (appunto, cambia) è inutile la vernice corten-art.

Buona migrazione!