fratellini – la pietà di Silvestri

si può ridere ma anche piangere per il volo di un aquilone (cit.)

Ha soltanto un’ora di tempo, povero idiota, per accudire suo fratello ricoverato in ospedale a causa di una malattia di cui non ha alcuna intenzione di pronunciare il nome. Un’ora in cui, tutti i giorni, dice alla madre di andare a Messa e puntualmente non lo fa.
Gildo è un ritardato lieve, uno che non ha mai fatto del male a nessuno pur essendo capace di improvvise violenze ai danni delle infermiere e delle suore che non vogliono lavare o toccare suo fratello, il suo “fratellino”.
Gildo lava il fratello nudo, lo monda dei peccati che non capisce né conosce, e le macchie, quelle macchie così inopportune su quel corpo tanto amato, sembrano a Gildo (che nome!) nuvole in cielo da cui estrapolare la visione di forme fantastiche. Macchie come nuvole per ingannare il tempo, il futuro incerto. Ricordi e racconti per rubare le ore e i giorni alla Morte. Ma oggi è un giorno speciale: Gildo ha portato con sé una medicina; “la” medicina. La medicina che… Gildo. Povero idiota.

Fratellini è un testo scritto, interpretato e diretto da Francesco Silvestri.
Il fratellino è interpretato da Vincenzo Tumino.

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